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Palmavera: nuraghe capovolto

**Versione finale dell’articolo scientifico divulgativo**

A pochi chilometri da Alghero, nella storica regione della Nurra, sorge il complesso nuragico di Palmavera. Situato lungo la strada che collega il golfo di Alghero a quello di Porto Conte, il sito offre una prospettiva privilegiata per comprendere l’evoluzione architettonica, sociale e cerimoniale delle comunità nuragiche tra il 1500 e il 900 a.C. circa.

Le evidenze materiali documentano una sequenza costruttiva in tre fasi. La torre mastio originaria, con camera a *tholos* e scala interna, risale al Bronzo Medio avanzato e costituisce il nucleo primigenio del villaggio. In una seconda fase, tra la fine del Bronzo Medio e il Bronzo Recente, l’edificio fu ampliato con un rifascio ellittico che inglobava la torre centrale, affiancata da una torre secondaria e un cortile a cielo aperto. L’ultima grande stagione edilizia, datata al Bronzo Finale e al primo Ferro, vide la realizzazione di un antemurale turrito con quattro torri-capanne e il contemporaneo sviluppo di un vasto villaggio. Sebbene solo una cinquantina di strutture siano state finora individuate, la stima originaria parla di 150-200 unità abitative. Le abitazioni, per lo più monocellulari e circolari, con diametri tra 2,90 e 6,80 metri, rivelano una vita quotidiana fatta di attività domestiche, stoccaggio di derrate in *ziri* (grandi contenitori fittili interrati) e piccole produzioni artigianali.

L’elemento architettonico di maggior interesse è la “capanna delle riunioni”: una struttura circolare di quasi 12 metri di diametro esterno, dotata di un sedile continuo che poteva ospitare fino a 36 persone, una nicchia rialzata e una vasca delimitata da lastre litiche. Al centro giaceva, capovolto, un modellino di nuraghe in arenaria, interpretato come simbolo identitario e politico della comunità. La presenza di incensieri, ceramiche fini e oggetti in bronzo rafforza l’ipotesi che questo spazio fosse destinato ad assemblee, pratiche rituali e decisioni collettive. Intorno al 900 a.C. un incendio distrusse l’ambiente, preservandone straordinariamente la planimetria.

Gli scavi condotti da Antonio Taramelli (1904), Ercole Contu (1961-63) e, per trent’anni, da Alberto Moravetti (1976-2006) hanno fornito una solida base stratigrafica e tipologica. Oggi, indagini non invasive con georadar e fotogrammetria aerea suggeriscono un’articolazione del villaggio più complessa di quanto finora documentato. Permangono però questioni aperte: mancano datazioni assolute sistematiche per tutte le fasi costruttive, l’estensione reale dell’abitato resta ipotetica e la funzione della vasca litica e del seggio cerimoniale oscilla tra interpretazioni rituali e amministrative. Anche le relazioni territoriali con altri siti nuragici della Nurra, come Sant’Imbenia, attendono un’analisi integrata di rete.

Palmavera si conferma così un contesto di primaria importanza per lo studio delle società nuragiche. La compresenza di architetture monumentali, spazi assembleari e un articolato villaggio permette di cogliere le dinamiche di potere e coesione di una comunità che seppe organizzarsi attorno a simboli condivisi. In attesa che future campagne di scavo e nuove analisi dei reperti organici possano colmare le lacune, il sito rimane una chiave di lettura imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla complessità della Sardegna protostorica. Il modellino di nuraghe al centro della capanna svela un pensiero simbolico raffinato, dove politica e sacro si fondono in un’unica architettura comunitaria.

**Bibliografia essenziale**
– Contu, E. (1964). *Il nuraghe Palmavera*. Studi Sardi, 19, 45-78.
– Lilliu, G. (1988). *La civiltà nuragica*. Carlo Delfino Editore.
– Moravetti, A. (1992). *Il complesso nuragico di Palmavera*. Sardegna Archeologica, Guide e Itinerari, 12.
– Taramelli, A. (1905). *Nuraghe Palmavera e altri monumenti della Nurra*. Notizie degli Scavi di Antichità, 25-47.

**Commento finale** (max 150 caratteri)
Un modellino di nuraghe, capovolto sul seggio dell’assemblea: il potere si fa simbolo, la politica si fa architettura.

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**Riassunto divulgativo** (max 400 caratteri)
C’è un piccolo nuraghe in pietra, trovato capovolto al centro di una capanna di duemilaottocento anni fa. Non è un giocattolo: era il simbolo di una comunità, usato forse per decidere insieme le sorti del villaggio. A Palmavera, tra le torri e le case circolari, gli archeologi hanno scoperto una stanza delle riunioni con sedili e un seggio di arenaria, dove il potere si mescolava al sacro. Un luogo che ancora oggi racconta come si organizzavano i nuragici, costruttori di pietre e di storie.

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