Iolao e Tespiadi: mito e archeologia Sardegna
Il racconto di Diodoro Siculo sulla vicenda di Iolao e dei Tespiadi narra che, dopo le fatiche di Eracle, il dio Apollo gli annunciò che sarebbe stata utile una colonia in Sardegna guidata dai figli di Eracle nati dalle Tespiadi, figlie di Tespio, re di Tespie in Beozia. Queste figlie furono 50 e partorirono 50 figli detti Tespiadi. Terminato l’oracolo, il nipote di Eracle, Iolao, prese con sé la maggior parte dei Tespiadi e altri coloni, e navigò verso la Sardegna, dove divise in lotti la parte migliore dell’isola, in particolare una pianura chiamata Ioleo. Iolao, fatto venire Dedalo dalla Sicilia, edificò numerose costruzioni chiamate dedalee e istituì ginnasi e tribunali, migliorando la vita dell’isola. Le genti furono denominate Iolee. Diodoro racconta anche che, col tempo, la colonia si imbarbarì e si ritirò nelle montagne nutrendosi di latte e carne, costruendo abitazioni sotterranee per sfuggire alle guerre, resistendo così a Cartaginesi e Romani. Iolao tornò poi in Grecia, mentre i Tespiadi si ritirarono infine in Italia. Pausania aggiunge che, insieme a questa spedizione, arrivarono gli Ateniesi che fondarono città come Olbia e Ogryle, e che in Sardegna esistono ancora regioni dette iolee 【4:4†Didu_I Greci e la Sardegna-3.pdf】.
Dal punto di vista archeologico e mitografico, le costruzioni edificate da Iolao sono identificate con le “tholoi” o nuraghi, costruzioni megalitiche tipiche della Sardegna, che per i Greci richiamavano le costruzioni dedale di Dedalo, posta quindi nel mito. Tuttavia, la cronologia reale di questi edifici è molto più antica, risalendo all’età nuragica ben precedente l’arrivo dei Greci in Sardegna. Il racconto di Diodoro mescola così epoche lontane mettendo insieme elementi mitici e storici in un unico contesto. La leggenda riflette inoltre un tentativo di attribuire origini greche alla Sardegna per contrastare l’influenza fenicia, attribuendo alla colonia di Iolao l’inizio della civiltà isola .
In sintesi, la vicenda di Iolao e dei Tespiadi rappresenta un racconto mitico-ellenico in cui una spedizione greca, guidata da discendenti di Eracle, colonizza la Sardegna, fondando città e istituzioni, ma che progressivamente decade e si trasforma in una società più rustica e montanara, mantenendo però la libertà (eleutheria) come valore centrale. Questa narrazione sulla fondazione di Olbia e altre città si integra con tracce archeologiche e toponomastiche presenti nell’isola, inserendosi in un quadro più ampio di contatti e influenze mediterranee .

